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Opera Nuova

Rivista internazionale di scritture e scrittori

Opera Nuova n. 19 - 2019/1

Oltre i confini della realtà: il fantastico

La sezione «Oltre i confini della realtà: il fantastico», che dà il titolo al fascicolo 19 di «Opera Nuova», evoca vari generi narrativi accomunati dal principio di violazione di ciò che comunemente viene accettato come possibile, tra cui per esempio il fantasy, la fiaba, la favola, il gotico, l’horror o la fantascienza; questo senza però dimenticare quanto affermava Jorge Luis Borges in una sua celebre intervista (rilasciata ad Alberto Arbasino a Roma nel maggio del 1977), vale a dire che «la letteratura è sempre stata fantastica: è cominciata con la cosmogonia, con la mitologia, con i racconti di dei e di mostri; nessuno scrittore ha sognato di essere un proprio contemporaneo». I testi selezionati sono tredici, è la scelta non è casuale: il tredici è infatti presente in tutte le superstizioni occidentali come simbolo del disordine e della trasformazione radicale, sia positiva che negativa. Un numero che «porta male» o che «porta bene»? O magari semplicemente un numero dispari? Fatto sta che il tredici trova una forte risonanza nell’inconscio di ognuno di noi, anche perché nella tradizione popolare è considerato il numero della rottura dell’armonia instaurata dal dodici (dodici i mesi, dodici i segni zodiacali, dodici gli apostoli). E anche questi racconti rappresentano una sorta di rottura, di allontanamento dalla realtà: il lettore si trova catapultato in un mondo diverso, un «altrove» disorientante «le cui regole, i cui punti di partenza o le cui soluzioni riservano delle sorprese», come scriveva Italo Calvino a proposito del piacere del fantastico. Ma non è forse vero che a volte per vedere con occhi diversi, per sviluppare il proprio senso critico, è necessario allontanarsi dall’esistente? Tredici dunque i testi, ma dodici gli autori: Doc 498.000 di Sylvia Bagli, Le città circolari di Giovanni Bruno, Dies irae di Sabrina Caregnato, Il fiore rosso e la stella di Angela Curatolo, Mosca in bocca di Wanda Luban, Il tram di Anna Maria Di Brina, La leggenda della grande carestia e La rondine e l’allocco di Duilio Parietti, L’ultima neve di Roberta Plebani, Lo smemorato di Federico A. Realino, Il silenzio del verbo di Tiziano Uria e Il castello di Agliè di Edoardo Moncada. A chiudere il fascicolo, per la sezione «Scritture su scritture», un saggio che esplora un diverso tipo di creatività: Matematica e creatività linguistica: gli esercizi di stile applicati ai problemi aritmetici, di Laura Branchetti e Matteo Viale.


Issn 1663-2982 
Isbn 978-88-96992-76-0


- Indice n. 19 - 2019/1